Tutto ebbe inizio nel 1985, quando i coniugi Marta e Sergio Campari che già accoglievano a casa propria diversi cani salvati dalla strada, decisero di cercare una struttura ad hoc, per accogliere il numero sempre crescente di cani in cerca di padrone.

Trovarono così una casa colonica dismessa in quel di Pratofontana e costruirono il canile pezzo per pezzo. Aattarono una stalla a magazzino, una cantina ad infermeria, e costruirono un recinto per volta, ingrandendolo e migliorandolo giorno per giorno. Dagli allacciamenti idrici, all’illuminazione; dagli scarichi alla cucina. Tutto fu costruito con le proprie mani e con l’aiuto dei volontari che divennero sempre piu’ numerosi, contagiati dalla loro passione e generosità.

Negli anni 90 il canile arrivò ad ospitare circa un centinaio di cani.

Malgrado l’aspetto scompigliato dei recinti tutti diversi con cucce e recinzioni di ogni forma e colore, costruite, sistemate e rattoppate dai volontari con materiali recuperati, la struttura era perfettamente funzionale grazie al costante lavoro e alla grande dedizione dei volontari, tant’è che arrivò a collaborare con enti pubblici e associazioni riconosciute , divenendo il principale punto di riferimento del Comune di Bagnolo per la lotta al randagismo.

Nella metà degli anni 2000 però, dopo lunghi anni di fatica attese e speranze, finalmente il sogno di Marta inizia a prendere forma: i propri risparmi, un prestito bancario decennale, una consistente donazione da parte di una benefattrice (la professoressa Maria Loffredo) e l’impagabile lavoro dell’amico Carlino Baiocchi sono la ricetta perfetta per la costruzione di una nuova struttura, non più improvvisata con materiali di recupero, ma progettata e pensata a misura di cane e di uomo. Una costruzione completamente a norma con le nuove leggi per il benessere degli animali e per la sicurezza del personale. Fortunatamente, sperduta in mezzo alla campagna dove la terra costa meno e un centinaio di cani non reca alcun disturbo al vicinato, si rende disponibile una casetta circondata da un vastissimo appezzamento di terreno.

E’ la che adesso sorge il nostro canile che nel frattempo si è anche si è dato una forma giuridica (una Onlus) e un nome ufficiale: “Gli amici di Marta”. Una vera e propria oasi per gli animali abbandonati.

La struttura è completamente nuova con recinti ampissimi e tanto tanto verde, con ampi spiazzi alberati dove i cani a turno possono passare molte ore all’aperto in semilibertà.

E’ riconosciuto ufficialmente dalle autorità locali e perciò ospita cani in convenzione con i comuni di Reggio Emilia e Bagnolo in Piano che contribuiscono al mantenimento dei randagi di propria competenza. Principalmente però ci si appoggia al contributo volontario di cittadini e aziende: è doveroso citare tra gli enti benefattori, l’Ipercoop Grandemilia di Modena che grazia al suo progetto “Brutti ma buoni” mette a disposizione dei cani (e di altri bisognosi) i prodotti invendibili per confezioni danneggiate o perché prossimi alla scadenza.

La gestione del canile si appoggia unicamente sul volontariato. Non ci sono persone stipendiate, ma solo un gruppo di appassionati che organizza il proprio tempo libero in turni per garantire ai cani le cure giornaliere necessarie.

 Marta è scomparsa da poco, ma i suoi amici sono determinati a farla vivere ancora sostenendo e portando a termine il suo progetto ambizioso.

Il rifugio degli amici di Marta si prefigge di essere qualche cosa di più di un semplice “canile”.

Ovviamente non vuole essere un semplice parcheggio per cani che nessuno vuole più, ma vuole innazitutto essere una chance per reindirizzare cani che non sono stati capiti verso nuove famiglie più adatte, questo grazie all’appoggio di volontariato competente, ben formato e con buone conoscenze della psicologia canina. Il nostro lavoro non è solo pulire recinti, ma trovare ad ogni cane la giusta sistemazione.

E per i cani malati o molto anziani, che hanno molte probabilità di finire la loro via in canile, che sia un ambiente gradevole e non una prigione..

 Ma l’ambizione più grande è quella di non occuparsi solo di cani ma anche di uomini. Portare la cultura del rispetto degli animali tra la gente anche attravarso l’organizzazione di eventi, stage, iniziative culturali e ricreative.

Già la scorsa primavera abbiamo avuto in visita alcuni bambini della scuola materna per abituarli fin da piccoli all’interazione corretta uomo cane… ed è stato un successo.

Una risposta »

  1. Chiedo un’informazione: ho un figlio di 15 anni (quasi 16) che vorrebbe fare un po’ di volontariato con gli animali. Noi abbiamo un cane ed un gatto da avariati anni, è perciò decisamente abituato ad avere a che fare con gli animali. Ci sarebbe la possibilità di fare qualcosa presso “Glu amici di Marta”?
    Grazie per la vostra risposta🙂

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